lunedì 12 luglio 2010

EFFETTO SERRA: Cosa sta succedendo di tanto allarmante?

Il global warming è inequivocabile e (purtroppo) non si è affatto fermato: l'estate ed il mese di agosto hanno registrato la temperatura dei mari più elevata dall'inizio dei rilevamenti strumentali e l'estate è stata anche la terza più calda a livello globale, in linea dunque con quanto rilevato e avvenuto sia a Modena che al nord Italia e in genere nell'intera penisola.

 


L'atmosfera della Terra agisce come una "grande serra naturale" in grado di: 
  • Filtrare le radiazioni solari più energetiche, quindi più pericolose
  • Accumulare una parte dell'energia irradiata in forma di calore
  • Ridistribuire l'energia su tutta la superficie terrestre
Il risultato è una temperatura media dell'aria della superficie terrestre di 15° C, anziché -18°C in assenza dell'atmosfera:
l'effetto serra ha quindi svolto un ruolo fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle forme di vita che si sono succedute nei millenni.
L'immissione in atmosfera di grosse quantità di gas inquinanti in seguito allo sviluppo delle attività antropiche rischia di rompere l'attuale equilibrio climatico della terra.
L'osservazione attuale rivela:
ritmi particolarmente elevati di crescita della temperatura media
incremento della frequenza dei fenomeni meteorologici estremi
sconvolgimento delle attuali fasce climatiche con conseguenti ricadute sugli abitanti del pianeta Terra.

Cosa sta succedendo di tanto allarmante?

Sappiamo che l'effetto sera è legato alle proprietà intrinseche di molecole gassose:
  • cosa può succedere se aumentiamo la concentrazione di queste specie?
  • e se introduciamo in atmosfera nuovi composti che possono interagire con la radiazione infrarossa e modificare gli scambi energetici?
Questo è ciò che abbiamo fatto negli ultimi due secoli.

È colpa dell'inquinamento?

La comprensione dei meccanismi naturali che regolano il clima a livello globale parte dalla conoscenza dettagliata delle condizioni a cui il pianeta è sottoposto: non si possono elaborare teorie, fare previsioni per il futuro, né dettare ricette risolutive basandosi su informazioni parziali o non corrette sullo stato in cui si trova il pianeta.
È quindi di fondamentale importanza disporre di un sistema di monitoraggio esteso su scala globale che sia in grado di fornire con la massima accuratezza l'evoluzione spaziale e temporale dei composti atmosferici.
In talia è stata istituita la Rete di Misura dei Gas ad Effetto Serra comprendente le stazioni di Plateau Rosà, Monte Cimone e Lampedusa che sono parte della rete GAW (Global Atmospheric Watch)dell'Organizzazuione Meteorologica Mondiale. Scopo di questa rete è contribuire allo studio dei fenomeni e disporre di dati di riferimento sicuri per le valutazioni degli scenari futuri e degli eventuali rimedi. I siti remoti, infatti, rappresentano un punto di forza per il monitoraggio dello stato dell'atmosfera in quanto le concentrazioni di gas qui misurate ne rispecchiano la composizione di fondo. 

  • Il protocollo di Kyoto, firmato nel dicembre del 1997, indica gli obiettivi internazionali per la riduzione dei Gas cosiddetti ad Effetto Serra, ritenuti responsabili del riscaldamento globale del pianeta che potrebbe portare a gravissime modifiche del clima.
  • Il protocollo di Kyoto diventerà vincolante quando sarà ratificato da parte di non meno di 55 nazioni responsabili di almeno il 55% delle emissioni complessive di CO2 relative al 1990.
  • L'obiettivo fissato per i 38 paesi Paesi maggiormente sviluppati è una riduzione media, nel periodo 2008-2012, del 5,2% dei livelli di emissione del 1990. Per alcuni Paesi è prevista una riduzione maggiore (8% Unione Europea, 7% Stati Uniti, 6% Giappone). Per altri paesi, considerati in via di sviluppo, sono stati fissati obiettivi minori. 

  • Secondo recenti studi dell'IPCC, nel 2100 la temperatura media del pianeta, a causa dell'aumento delle concentrazioni dei Gas ad Effetto Serra, potrebbe essere aumentata di un valore compreso tra 1,4 e 5,8 °C rispetto al 1990.
  • Secondo il comitato ci sono prove "chiare" dell'influenza umana su clima ed è propabile che i Gas ad Effetto Serra immessi in atmosfera dall'uomo "abbiamo già sostanzialmente contribuito al riscaldamento osservato negli ultimi 50 anni.
  • Per invertire la rotta sarebbe necessario un drastico taglio di almeno il 60% delle emissioni di Gas ad Effetto Serra. L'obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto è oltre 10 volte inferiore. 


ATMOSFERA

Nel 2007 è stato misurato un contenuto di biossido di carbonio nell'atmosfera terrestre di circa dello 0,038% (≈ 381 ppm) in volume. 

Nonostante la sua piccola concentrazione, la CO2 è un componente fondamentale dell'atmosfera terrestre perché - insieme al vapore acqueo ed al metano - intrappola la radiazione infrarossa della luce solare riflettendola nuovamente verso la superficie terrestre (il cosiddetto effetto serra) impedendo alla Terra di raffreddarsi. Sono stati i vulcani le prime fonti di biossido di carbonio atmosferico della Terra neonata, grazie ad essa si è potuto instaurare un clima favorevole allo sviluppo della vita. Oggi i vulcani rilasciano in atmosfera circa 130 - 230 milioni di tonnellate di biossido di carbonio ogni anno, ma questa quantità rappresenta meno dell'1% della quantità di biossido di carbonio totale liberata in atmosfera dalle attività umane, che è pari a 27 miliardi di tonnellate all'anno: 50.000 tonnellate al minuto.
Si stima che la concentrazione atmosferica di biossido di carbonio prima della rivoluzione industriale fosse 280 ppm, e che quindi sia aumentata del 35% dai tempi della rivoluzione industriale e del 20% dal 1958. 

La combustione dei combustibili fossili (carbone, petrolio) è la causa di questo aumento per il 64%, mentre la deforestazione è la seconda con il 34%[3].

La teoria del riscaldamento globale compare nella letteratura scientifica per la prima volta alla fine del XIX secolo. L'aumento della quantità di anidride carbonica nell'atmosfera va ad incrementare l'effetto serra e contribuisce quindi ad un aumento della temperatura media del pianeta, al quale gli ecosistemiprotocollo di Kyōto, un accordo in cui le nazioni si impegnano a limitare e ridurre le emissioni di biossido di carbonio, affinché la sua concentrazione resti al di sotto di 450 ppm: nell'ultimo decennio (1999-2009) il livello di biossido di carbonio nell'aria è aumentato di 2 ppm all'anno, ed è in costante accelerazione.  non hanno il tempo necessario per adattarsi. L'entità di questo effetto è ancora in discussione, ma la diffusa convinzione che stiamo in effetti attraversando una fase di riscaldamento generalizzato del clima terrestre ha portato molti paesi del mondo a siglare il

Se le emissioni non saranno ridotte secondo gli accordi, il livello di soglia stabilito a Kyōto verrà quindi superato nel 2020 circa. 

Secondo i modelli climatologici più accreditati il superamento di questa soglia porterà la temperatura media della terra ad aumentare di due gradi, e il livello dei mari ad innalzarsi di almeno un metro entro il 2040. Altri studi, ritenuti meno verosimili, prevedono fino a 6 gradi di aumento di temperatura e fino a 3 metri di innalzamento dei mari.

altri siti di riferimento per approfondire:

Scenario CO2 a 450 ppm: per l'Iae ci vogliono 10 trilioni di dollari in tecnologie pulite
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=1334

Le piante prosperano con 1.000 ppm di CO2http://extropolitca.blogspot.com/2010/03/le-piante-prosperano-con-1000-ppm-di.html

Oceana avverte che le emissioni di CO2 stanno causando l'estinzione di coralli e crostacei a seguito dell'aumento di acidità delle acque
http://www.newsfood.com/q/75148e0/oceana-avverte-che-le-emissioni-di-co2-stanno-causando-lestinzione-di-coralli-e-crostacei-a-seguito-dellaumento-di-acidita-delle-acque/

Incontro con Associazione Medici per l'Ambiente ISDE Italia
http://www.comets.it/magazine9.html

Clima, cambiamenti climatici globali e loro impatto sul territorio nazionale
http://www.scribd.com/doc/25020963/Clima-cambiamenti-climatici-globali-e-loro-impatto-sul-territorio-nazionale

Rapporto Stern: capovolto il paradigma ambientalehttp://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=1695

Dove arriverà la CO2 bruciando tutti i fossili?
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2007/05/dove-arrivera-la-co2-bruciando-tutti-i-fossili.html

Prima della fine del secolo sarà l'apocalisse?
http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2007/05/prima-della-fine-del-secolo-sara-lapocalisse.html

Contenere la CO2? Ci vogliono 10 trilioni di dollari
http://www.megachipdue.info/tematiche/kill-pil/875-contenere-la-co2-ci-vogliono-10-trilioni-di-dollari.html

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Ma la stupidità ormai non ha limite e così i soliti psicopatici di turno anzichè attuare politiche economiche che  investano sulla diminuzione della produzione di carbonio nell'aria, ecco che pensano che il carbonio possa essere intercettato e poi stoccato nel sottosuolo, chiaramente con opere costosissime la cui riuscita non è per nulla certa, e le cui pericolosità non sono certo testate...

Leggo su Green Economy (il nuovo magazine allegato ad Economy: una buona notizia!) che l'Enel completerà il prossimo anno il primo impianto italiano di Carbon Capture & Storage, ossia di cattura e sequestro della Co2. Il meccanismo alla base di questa "rivoluzione" è abbastanza semplice: l'impianto estrae combustibili fossili, produce energia elettrica ed emette anidride carbonica che viene però catturata ed immagazzinata nello stesso terreno da cui il combustibile è stato estratto.

Un gran bel risparmio? L'ho pensato per qualche secondo. 

Fino a quando non ho letto la percentuale: 1%. 

Tutto questo lavoro di estrazione, produzione, cattura e stoccaggio ci risparmia solo l'1% delle emissioni di una centrale. Ed è il caso di sottolineare che lo stesso processo consuma il 20-30% dell'energia prodotta dall'impianto.
L'UE è pronta a stanziare 1 miliardo di euro per il finanziamento di 10-12 impianti di CCS in tutta Europa. La mia domanda è: ha senso spendere soldi in toppe, quando abbiamo bisogno di un vestito nuovo?

Carbon Capture and Storage 

Un testo di mario tozzi abbastanza esaustivo
http://www.rinnovabili.it/mario-tozzi-carbon-capture-and-storage-la-scorciatoia-per-far-sparire-la-co2-100021

Ecco cos'è
http://circolopasolini.splinder.com/post/20929323/%25C2%25ABcarbon-capture-and-storage%25C2%25BB

e pensare che basterebbe preservare i Foraminiferi

http://www.ricercaitaliana.it/prin/dettaglio_completo_prin-2005044839.htm

I Foraminiferi sono comuni attraverso tutti gli oceani. Le loro dimensioni variano da meno di 1 mm a pochi millimetri; normalmente secretano uno scheletro esterno di carbonato di calcio, diviso in camere. Il citoplasma occupa le camere e fuoriesce da perforazioni nella conchiglia a formare pseudopodi contrattili che servono alla cattura di fitoplancton e batteri. Le specie che vivono alle alte latitudini (acque fredde, più dense) hanno forma normalmente semplice, una spirale formata da un insieme di camere sferiche, le forme che vivono a basse latitudini (acque più calde e meno dense) hanno spesso elaborate sculture con spine. La riproduzione generalmente prevede diversi cicli di divisione asessuale delle cellule, alternate con un ciclo di formazione di gameti. Alcune specie tropicali hanno alghe intracellulari simbionti, che contribuiscono alla digestione del cibo. I Foraminiferi sono abbondanti nelle acque aperte e certe specie sono buone indicatrici delle diverse masse d'acqua. I Foraminiferi, quando muoiono, affondano in gran numero sui fondali e, a profondità superiori ai 2000 m, dove il carbonato di calcio non si dissolve, danno luogo a sedimenti profondi noti con il nome di "fanghi a Globigerina", dal nome di un genere di Foraminiferi molto comune. Il 35% degli oceani del mondo sono coperti da questi "fanghi" e il materiale usato per costruire le grandi piramidi d'Egitto fu estratto da depositi di calcare costituiti da gusci di un foraminifero del Terziario inferiore. 

L'uomo si è rivelato un temibile agente di trasformazione dell'ambiente: non solo è in grado di occupare qualsiasi nicchia ecologica inclusi i ghiacci dell'Antartide, al di là di quanto sia riuscita a fare ogni altra specie vivente, ma si è mostrato anche in grado di modificare in modo drastico quelle condizioni ambientali alle quali nel passato si era semplicemente adattato. Purtroppo, per quanto riguarda lo sfruttamento dell'ecosistema, l'uomo mostra sempre più spesso una pericolosa disinvoltura, come se egli fosse qualcosa di estraneo o addirittura di superiore ad un mondo, del quale invece egli è semplicemente un prodotto.


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